Bruxelles – Non certo accogliente il benvenuto ricevuto a Washington dalla commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori (Imco) del Parlamento europeo questa settimana. Dopo l’aspra accoglienza riservata all’Alta rappresentante Ue per gli Affari esteri Kaja Kallas, che si è vista annullare all’ultimo minuto il vertice con il Segretario di Stato Marco Rubio, stavolta sono i rappresentanti del Parlamento Ue, a sentirsi sgraditi nella capitale statunitense.
L’obiettivo della delegazione era ottenere informazioni su sfide condivise nelle aree dell’innovazione digitale, della cybersecurity e della leale competizione, ma specialmente l’identificazione di opportunità per la cooperazione transatlantica. Al termine della propria visita i membri della missione hanno rilasciato questa mattina (28 febbraio) un comunicato stampa che non lascia ben sperare per il futuro della collaborazione transatlantica nel settore tecnologico. La presidente dell’Imco Anna Cavazzini, dopo aver incontrato esponenti del Congresso, rappresentanti dell’ufficio per la politica scientifica e tecnologica della Casa bianca e membri della Camera di commercio e del Dipartimento di Stato, ha dichiarato senza mezzi termini: “Abbiamo assistito a una comunicazione aggressiva da parte dei legislatori statunitensi e della amministrazione Trump mirata contro la nostra regolamentazione tecnologica”.
“Durante la nostra missione a Washington” ha proseguito la deputata verde tedesca, “è divenuto chiaro che questi attacchi sono lontani dal rappresentare le visioni della maggioranza degli stakeholders, ma piuttosto soltanto quelle di potenti giganti del tech nella Silicon Valley“. La capo delegazione ha inoltre sottolineato come il modello di businness di questi “giganti” si basi su un’autoregolamentazione inefficace ed in contrasto con il modo in cui le cose vengono fatte in Europa. Cavazzini ha definito “molto preoccupante” la rimozione americana di tutte le salvaguardie sulla sicurezza AI, visto lo sviluppo esponenziale della tecnologia. Il versante delle imprese tech americane più piccole, come afferma la Commissione, ha invece confermato di aver beneficiato dal Digital Markets Act europeo.
Cavazzini ha parlato di “equivoci riguardo alla nostra regolamentazione” e ha ricordato come le leggi europee siano il risultato di un processo democratico: “Non possiamo fare marcia indietro sulle nostre regole digitali, fatte con in mente cittadini e imprese e non per compiacere oligopoli americani del Big Tech”. Lo statement si conclude con un monito: “Non dimentichiamo che il mercato unico rimane una delle più grandi opportunità per le compagnie statunitensi, e un approccio ostile non è perciò fruttuoso per nessuna delle due parti”. Con l’annuncio di dazi all’Europa del 25 per cento da parte di Donald Trump e tenuti bene a mente i rapporti quasi clientelari che legano il presidente con i grandi della Silicon Valley, è difficile immaginare che le ostilità finiranno qui.