Bruxelles – È iniziato questa mattina (27 febbraio) a Istanbul, in Turchia, il secondo round di colloqui tra funzionari russi e statunitensi per preparare il ‘tavolo’ del negoziato per la pace in Ucraina. Mentre Volodymyr Zelensky si appresta a partire alla volta di Washington, dove è atteso da Donald Trump per siglare il discusso accordo sui minerali di Kiev, Russia e Stati Uniti confermano la riapertura dei canali diplomatici cominciata lo scorso 18 febbraio a Riad con l’incontro tra i ministri degli Esteri Marco Rubio e Sergej Lavrov.
L’incontro si svolge presso la sede del consolato generale degli Stati Uniti a Istanbul. Nel frattempo, sono in corso anche i preparativi per un incontro tra i due presidenti, Donald Trump e Vladimir Putin. La Turchia ha ribadito la sua disponibilità ad ospitare il bilaterale tra i leader delle due superpotenze. L’Ue, pugnalata ieri sera dall’annuncio dei dazi da parte di Trump, resta a guardare con apprensione l’alleato di sempre strizzare l’occhio al nemico pubblico numero uno. Il presidente del Consiglio europeo, António Costa, ha telefonato a Recep Tayyip Erdogan. “In questi tempi difficili, apprezziamo il ruolo della Turchia come attore importante a livello globale e regionale e cerchiamo di collaborare strettamente per garantire una pace duratura in Ucraina e sostenere una transizione inclusiva e democratica in Siria”, ha scritto su X il leader Ue, a margine del colloquio telefonico.
Good phone call with president @RTErdogan. Türkiye is a strategic partner, an EU candidate country, and a @NATO ally. We look forward to continuing to strengthen our relationship.
In these challenging times, we appreciate Türkiye’s role as a significant global and regional…
— António Costa (@eucopresident) February 27, 2025
A Istanbul, l’avvio di un negoziato per la pace in Ucraina non è esplicitamente in agenda. Anche se è difficile immaginare che i diplomatici di Washington e Mosca non ne parleranno. Ma sul menù c’è il rapporto tra le due superpotenze: dopo anni di muro contro muro, la sintonia tra Trump e Putin promette una futura normalizzazione dei rapporti. Già dopo l’incontro in terra saudita, Rubio e Lavrov hanno dichiarato di voler ripristinare il normale funzionamento delle ambasciate e dei consolati e la loro cooperazione economica ed energetica, in particolare nell’Artico, e spaziale. Lo stesso Lavrov, durante una visita in Qatar, ha spiegato che a incontrarsi saranno “funzionari diplomatici di alto livello”, che discuteranno “dei problemi sistemici che si sono accumulati in seguito alle attività illecite della precedente amministrazione degli Stati Uniti per creare ostacoli artificiali al lavoro dell’ambasciata russa”. In questo momento – e dallo scorso ottobre -, Mosca non ha nemmeno un ambasciatore a Washington.
Nel frattempo, l’autoritario presidente russo è intervenuto ad un incontro del Servizio Federale per la Sicurezza (Fsb): come riportato da Reuters, Putin ha accusato le “élite occidentali” di voler minare la ripresa del dialogo tra Russia e Stati Uniti. “Sono determinate a mantenere l’instabilità nel mondo” e “cercheranno di interrompere o compromettere il dialogo che è iniziato”, ha avvertito il leader del Cremlino. Secondo Putin, “i primi contatti con la nuova amministrazione degli Stati Uniti suscitano alcune speranze”, perché con Trump “vi è una reciproca attenzione a lavorare per ristabilire le relazioni interstatali e risolvere gradualmente l’enorme mole di problemi sistemici e strategici accumulati nell’architettura globale”.